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Scarlattina & streptococco

Scarlattina & streptococco

Due che a scuola non mancano mai

[articolo scritto dal dott. Federico Marolla – Pediatra di famiglia, Roma  e tratto dalla rivista “Un pediatra per amico”]

Questo cartello, a scuola dei vostri figli, l’avete visto certamente quasi tutti: “Gira lo streptococco” (variante ammessa “Gira la scarlattina”).

Qualcuno si sarà anche preoccupato, qualcun altro avrà telefonato al pediatra, pochi si saranno chiesti: “Questa informazione era davvero indispensabile?”. Ovvero: “Mio figlio corre qualche rischio?”.

STREPTOCOCCHI

E’ una famiglia di microbi che normalmente si possono trovare nelle prime vie respiratorie di adulti e bambini; fa parte di questa famiglia lo Streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEA) che, a volte, può causare un’infiammazione della gola (faringotonsillite) con febbre alta. Qualche volta, ma molto raramente, una tonsillite da SBEA può causare danni al cuore o ai reni.
Ci sono ceppi di SBEA che producono un’eruzione cutanea (esantema), caratteristica della famosa scarlattina.

 

SCARLATTINA

Una malattia infettiva che si presenta appunto con un caratteristico esantema sulla pelle dovuto a una o più sostanze prodotte da numerosi ceppi di Streptococco Beta Emolitico di gruppo A (SBEA), che sono anche causa frequente di tonsilliti. Si manifesta tipicamente con febbre, mal di gola, voce “chiusa”, tonsille grosse e arrossate, comparsa di piccoli puntini rossi ravvicinati, “a carta vetrata” che iniziano all’inguine e alle ascelle e si diffondono rapidamente sul tronco e poi alle guance. La lingua diventa prima bianca (a fragola bianca), poi rossa (a fragola rossa). Così almeno c’è scritto su tutti i trattati di pediatria, anche se ormai il più delle volte si manifesta in forma più lieve e sfumata, tanto che può essere addirittura difficile diagnosticarla. Il periodo di incubazione è compreso tra 2 e 5 giorni. I bambini si contagiano attraverso le goccioline di saliva e sono presenti piccole epidemie a scuola.

E’ pericolosa? E come si cura? Non è assolutamente pericolosa, se non molto raramente.

Si cura benissimo con l’antibiotico e quello di scelta è la pennicillina (amoxicillina) perchè in natura non si è ancora riscontrato un solo ceppo di SBEA resistente a questo antibiotico. Il bambino non contagia più già dopo 2 giorni che ha iniziato l’antibiotico.

E se non siamo sicuri che sia scarlattina?

Basta fare il tampone faringeo per lo SBEA (da ricordare: deve essere effettuato bene usando l’abbassalingua e non serve che il laboratorio esegua l’antibiogramma). C’è un test rapido che è più rapido, forse un po’ meno preciso ma molto pratico perchè si può fare dal pediatra e dà una risposta immediata. [* ma con un 5% di falsi-negativi: vedi FAQ http://www.massimosanasi.it/?page_id=499]

Si può prevenire la scarlattina?

Purtroppo no. Se il bambino ha i sintomi si cura, o eventualmente fa il tampone; se sta bene va a scuola.

Fare tamponi ai bambini che non manifestano alcun sintomo, ma che sono stati a contatto con un malato di scarlattina è inutile e dannoso; il 10-15% dei bambini sono portatori sani di SBEA (cioè hanno uno streptococco in gola senza essere malati) e non devono essere curati.

Quando si rientra a scuola? Dopo 2 giorni dall’inizio dell’antibiotico.

Ma allora è inutile che le maestre dicano che c’è la scarlattina a scuola?

Dopo aver letto queste poche righe, non serve più. Ormai sapete tutto.

 

Mary

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