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Gli interferenti endocrini, un decalogo per il cittadino

Gli interferenti endocrini, un decalogo per il cittadino

L’interesse della comunità scientifica per i possibili effetti sulla salute derivanti dall’esposizione a sostanze che agiscono sul sistema endocrino è aumentato nell’ultimo decennio, anche per il fatto che gli IE possono agire in fasi particolari del ciclo vitale ed un’esposizione prolungata può influenzare negativamente lo sviluppo, la crescita, la riproduzione e il comportamento nell’uomo (maggiormente i bambini). Il ministero dell’Ambiente, nell’ambito di una strategia europea ed in collaborazione con l’IIS, ha promosso il progetto PREVIENI per la stima dai rischi da esposizione a tali sostanze. A conclusione è stato messo a punto il “decalogo per il cittadino” per favorire abitudini e stili di vita orientati alla prevenzione dei rischi per la salute.

 

Decalogo
LIMITA O EVITA PRIVILEGIA O SOSTITUISCI
1. Non riutilizzare contenitori in plastica
per alimenti e bevande usurati o “monouso”
Utilizza contenitori in plastica integri e
solo per gli usi indicati dal produttore
2. Limita l’utilizzo di padelle antiaderenti,
se graffiate
Utilizza padelle antiaderenti integre e
pentolame in ceramica idonea al
contatto alimentare o in acciaio
inossidabile
3.Utilizza la carta oleata o la pellicola a contatto con gli alimenti solo secondo le
indicazioni del produttore. Leggi l’etichetta!
4. Durante la cottura dei cibi garantisci un’adeguata ventilazione dei locali e utilizza
cappe d’aspirazione
5. Limita la combustione di incenso e il
fumo di candela, ed evita il fumo di
sigaretta nell’ambiente in cui vivi
Assicura il ricambio dell’aria
negli ambienti chiusi
6. Sostituisci gli involucri lacerati e/o usurati degli oggetti con imbottitura in schiuma
(sedili dell’auto, materassi, ecc)
7. Limita l’uso di capi d’abbigliamento
con trattamenti opzionali idrorepellenti o
antimacchia
Privilegia capi d’abbigliamento
di origine e composizione ben
identificabili
8. Evita il consumo di alimenti con parti carbonizzate/bruciate e limita l’uso di
alimenti affumicati. Elimina dai cibi le parti bruciate (anche dalla pizza)
9. Nella scelta di materiale per la casa limita l’uso di PVC morbido contenente DEHP
10. Evita il ristagno di polvere negli ambienti
chiusi
Effettua una adeguata e periodica
pulizia degli ambienti e assicura una
corretta manutenzione  degli
aspirapolveri (pulizia filtri e camera di
raccolta, sostituzione sacchi ove
presenti)

 

 

Decalogo per l’infanzia
LIMITA O EVITA PRIVILEGIA O SOSTITUISCI
1. Evita il ristagno di aria e polvere negli
ambienti chiusi dove i bambini piccoli
gattonano o giocano in terra
Garantisci il ricambio di aria negli
ambienti chiusi ed effettua una
adeguata e periodica pulizia;
assicura una corretta
manutenzione degli aspirapolveri
(pulizia filtri e camera di raccolta,
sostituzione sacchi ove presenti)
2. Se hai pavimenti in PVC contenenti DEHP su cui giocano bambini, utilizza
tappeto in fibra non trattata
3.Limita l’uso di capi d’abbigliamento
con trattamenti opzionali idrorepellenti o
antimacchia
 Privilegia capi d’abbigliamento
di origine e composizione ben
identificabili
4. Evita materassi per lettini con rivestimento o telo impremeabile non conforme alle
norme vigenti e comunque evita rivestimenti per materassi in PVC morbido
contenente DEHP
5. Utilizza fodere in fibre non trattate se hai fasciatoi e/o passeggini rivestiti in PVC
morbido contenente DEHP; in generale evita che i bambini entrino in contatto
con la bocca con oggetti in PVC
6. Per scaldare latte, bevande e pappe utilizza contenitori integri e solo secondo le
indicazioni del produttore
7. Lascia che i liquidi caldi si raffreddino prima di travasarli in contenitori di plastica
non destinati ad elevate temperature
8. Lava accuratamente biberon e altri contenitori dopo la sterilizzazione;
non utilzzare biberon in policarbonato (non più consentiti)
9. Abitua il bambino a consumare alimenti freschi e di stagione; risciacqua frutta e
verdura in scatola prima del consumo
10. Evita il consumo di alimenti con parti
carbonizzate o bruciate
Per la cottura dei cibi destinai ai
bambini, privilegia metodi che
preservino il contenuto di vitamine
idrosolubili (ad es. cottura a vapore)

I COMPOSTI PERFLUORATI PFOS E PFOA

 Cosa sono

Il perfluorottano sulfonato (PFOS) e l’acido perfluorottanoico sale ammonico (PFOA), sono due composti chimici persistenti sempre più diffusi nell’ambiente.
Secondo il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell’EFSA, alcuni alimenti (in particolare i prodotti ittici) sembrano essere un’importante fonte di esposizione a questi contaminanti. Tuttavia, per quanto riguarda il PFOA, anche altre fonti “non alimentari” contribuiscono all’esposizione totale, quali l’inquinamento degli ambienti chiusi attraverso la polvere e l’aria contaminate dai prodotti trattati con composti perfluorati (PFC). Queste sostanze chimiche possono accumularsi e occorrono anni prima che siano eliminate.

Dove si trovano

In conformità alle norme sotto riportate sono usati in processi industriali e beni di consumo tra cui tappeti e rivestimenti in tessuto idrorepellente e antimacchia, prodotti di carta per uso alimentare resistenti all’olio, padelle con rivestimento antiaderente, ritardanti di fiamma contenuti nelle schiume presenti sia in alcuni materassi che nei sedili delle auto, vernici per pavimenti.

 

Cosa fanno

Un’elevata esposizione a PFOS e PFOA può avere conseguenze dannose per la salute, soprattutto a carico del fegato, della tiroide ed anche della fertilità.

 

Come ridurre l’esposizione

 

  • Limita l’uso di capi di abbigliamento con trattamenti opzionali idrorepellenti o antimacchia e privilegia quelli di origine e composizione identificabili
  • Sostituisci utensili e pentole antiaderenti appena appaiono segni di usura
  • Utilizza la carta oleata a contatto con gli alimenti solo secondo le indicazioni del produttore
  • Riduci il consumo di popcorn da cuocere al microonde avvolti in buste contenenti composti perfluorati (PFC)
  • Al momento dell’acquisto di mobili o moquette, privilegia i prodotti che non hanno subito trattamenti anti-macchia e/o idrorepellenti

Come sono regolati

PFOS: e suoi derivati: sono inseriti, con Regolamento (UE) 757/2010, nell’elenco degli inquinanti organici persistenti (POPs). E’ vietata la produzione, l’immissione in commercio e l’uso di PFOS sia allo stato puro che all’interno di preparati o articoli. Sono previste deroghe per usi molto limitati, oggetto di riesami periodici, e norme specifiche per la gestione dei rifiuti contenenti PFOS.
PFOA: è incluso nella Raccomandazione della Commissione Europea del 17 marzo 2010 sul controllo di sostanze perfluoroalchiliniche negli alimenti.
– Le Decisioni 2009/544/CE e 2009/543/CE, del 13 Agosto 2008, stabiliscono i criteri ecologici per l’assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica ai prodotti vernicianti per interni ed esterni, “Nel prodotto non sono autorizzati sulfonati alchilici perfluorinati (PFAS) , acidi carbossilici perfluorinati (PFCA) compreso l’acido perfluorottanico (PFOA)”.
– Per quanto riguarda materiali a contatto con gli alimenti, il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce i requisiti generali cui questi devono rispondere. In particolare la norma stabilisce che tali materiali siano prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione e, in condizioni di impiego normale, non debbano trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute.

IL DIETILESILFTALATO

Cos’è

Il dietilesilftalato (DEHP) è un plastificante appartenente alla famiglia degli ftalati; usato principalmente per rendere morbido e flessibile il cloruro di polivinile (PVC). Per i suoi molteplici usi il DEHP viene definito un inquinante ambientale “ubiquitario” (ovvero che si può trovare ovunque)

Dove si trova

Il DEHP ha molteplici usi nel nostro ambiente di vita. Si può trovare nei contenitori quali bottiglie usa e getta, pellicole, vassoi, confezioni blister, tappi a corona, imballaggi per trasporto.
I plastificanti a base di ftalati sono utilizzati anche nell’industria automobilistica e nell’edilizia: il PVC può trovarsi nei pavimenti e nei rivestimenti murari.
Inoltre il DEHP può trovarsi nel PVC morbido utilizzato per la cancelleria e le forniture per ufficio.
Tuttavia, il consumo di DEHP in Europa è in drastica  riduzione e per alcune applicazioni (pellicole alimentari e pavimentazione) i produttori europei lo hanno completamente sostituito. Per altre applicazioni, così come per i flussi di importazione, il suo utilizzo è regolamentato come di seguito indicato.

Cosa fa

Il DEHP altera la produzione di ormoni sessuali (estrogeni e testosterone) diminuendo la fertilità, nonchè il metabolismo dei grassi nel fegato, con possibile predisposizione alla sindrome metabolica (diabete e obesità).

Come ridurre l’esposizione

  • per la cancelleria e le forniture per ufficio limita l’uso di articoli in PVC morbido contenente DEHP
  • nella scelta di materiale per la casa limita l’uso di PVC morbido contenente DEHP
  • le confezioni delle pellicole (in PVC) ad uso domestico riportano in etichetta indicazioni sui cibi adatti ad essere avvolti. Leggi l’etichetta!
  • evita che i bambini entrino in contatto con materiali in PVC morbido contenente DEHP

COM’E’ REGOLATO

Direttiva 2005/84/CE relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (ftalati nei giocattoli e negli articoli di puericultura)
Regolamento (CE) 552/2009 della Commissione del 22 Giugno 2009 recante modifica all’allegato XVII (restrizioni) del regolamento (CE) 1907/2006: “Non può essere riutilizzato come sostanza o in miscele in concentrazioni superiori allo 0,1% in peso del materiale plastificato, nei giocattoli e negli articoli di puericultura”. Per articoli di puericultura si intende qualsiasi prodotto deswtinato a conciliare il sonno, il rilassamento, l’igiene, il nutrimento e il succhiare dei bambini.
Regolamento (UE) 143/2011 della Commissione del 17 Febbraio 2011. E’ incluso nell’elenco delle sostanze soggette all’obbligo di autorizzazione
-Per quanto riguarda i materiali a contatto con gli alimenti, il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce i requisiti  generali cui questi devono rispondere.
Regolamento (UE) 10/2011 della Commissione del 14 Gennaio 2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari: DEHP – da utilizzare unicamente come plastificante nei materiali e oggetti a uso ripetuto a contatto con alimenti non grassi.

GLI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI

Cosa sono

Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono un gruppo di composti che si formano nel corso di processi di combustione sia industriali che domenstici.
Nell’ambiente gli IPA sono presenti come miscele complesse che possono comprendere molte decine di composti, di cui 15 (soprattutto benzofluorateni e benzopireni) sono considerati critici dal punto del rischio tossicologico.

Dove si trovano

Gli IPA provengono non solo dall’inquinamento atmosferico, ma anche da altre fonti, quali il fumo di sigaretta, il fumo di cottura, la combustione di incenso ed il fumo di candela.
Per evitare l’esposizione, lo stile di vita e l’alimentazione rivestono grande importanza. Infatti gli IPA si formano durante le cotture ad alta temperatura, con la carbonizzazione del cibo. Sono contenuti in alimenti cotti alla brace o fritti, tostati o affumicati ma anche al forno.

Cosa fanno

L’esposizione a IPA produce effetti genotossici e cancerogeni aumentando il rischio di tumori associati a squilibri ormonali, quali il carcinoma mammario postmenopausale e il cancro alla prostata e l’insorgenza di cancro al polmone tra i non fumatori.
L’esposizione prenatale agli IPA è associata ad un aumento del rischio di basso peso alla nascita.

Come ridurre l’esposizione

  • durante la cottura dei cibi assicura una adeguata ventilazione e l’uso delle cappe d’aspirazione
  • riduci il consumo di alimenti affumicati
  • rimuovi le parti grasse dagli alimenti prima della cottura: limita il grigliare e l’arrostire e privilegia altri metodi di cottura
  • evita di carbonizzare la carne ed elimina le parti bruciate dagli alimenti (anche dalla pizza)

COME SONO REGOLATI

Regolamento (CE) 552/2009 della Commissione del 22 Giugno 2009 recante modifica del regolamento (CE) 1907/2006 del Parlamento europeo e del COnsiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l’allegato XVII _Riguarda la restrizione di alcuni IPA
Regolamento (UE) 835/2011 della Commissione Europea del 19 Agosto 2011 che modifica il regolamento (CE) 1881/2006 per quanto riguarda i tenori massimi di idrocarburi policiclici aromatici nei prodotti alimentari. Si applica da Settembre 2012.
Regolamento (UE) 231/2012 della Commissione Europea del 9 Marzo 2012 che stabilisce le specifiche degli addtivi alimentari elencati negli allegati II e III del regolamento (CE) 1333/2008 “Additivo E135 -Carbone vegetale: Benzo(a)pirene meno di 50 microgrammi/Kg nell’estratto ottenuto per estrazione di 1 g del prodotto con 10 g di cicloesano puro in un estrattore continuo”. Si applica dal 1 Dicembre 2012

I POLIBROMODIFENILETERI

Cosa sono

I Polibromodifenileteri (PBDE) sono sostanze chimiche di produzione industriale usate per vari scopi coimmerciali, principalmente come ritardanti di fiamma. I PBDE si accumulano nei tessuti grassi degli organismi pertanto, alcuni PBDE sono inclusi nell’elenco degli inquinanti organici persistenti (POPs).

Dove si trovano

I PBDE possono essere usaqti nella fabbricazione di mobili, tendaggi, tappeti e nelle imbottiture in schiume di poliuretano.
Anche la polvere degli ambienti domestici può essere contaminata da queste sostanze. Dal 2006, ai sensi della Direttiva 2002/95/CE, le apparecchiature elettriche ed elettroniche non possono contenere PBDE.

Cosa fanno

I PBDE possono interferire con la funzione endocrina, in particolare quella tiroidea, ed alterare lo sviluppo neurologico e neuro-comportamentale. Inoltre la loro stabilità chimica ha come effetto il bioaccumulo nella catena alimentare, che può determinare concentrazioni elevate di queste sostanze in alcuni alimenti.

Come ridurre l’esposizione

  • Controlla gli oggetti contenenti schiume (sedili delle auto, materassi,ecc.): se l’involucro è lacerato e la schiuma non è completamente racchiusa in un tessuto protettivo, sostituiscilo.
  • Per la polvere di casa garantisci il ricambio di aria negli ambienti chiusi ed effettua un’adeguata e periodica pulizia; assicura una corretta manutenzione dell’aspirapolvere (pulizia filtri e camera di raccolta, sostituzione sacchi ove presenti)
  • Durante la rimozione della moquette presta attenzione perchè lo strato sottostante potrebbe contenere PBDE. TIeni l’area di lavoro isolata dal resto della casa.
  • Al momento dell’acquisto di nuovi prodotti ignifughi, chiedi informazioni sul tipo di ritardanti di fiamma contenuti
  • Ricorda che i prodotti contenenti schiume “naturali”, lattiche o cotone, possono essere stati trattati con ritardanti di fiamma: informati sul tipo di ritardante utilizzato
  • Nell’acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche assicurati che non contengano PBDE (non più consentiti)

COME SONO REGOLATI

Direttiva 2003/11/CE stabilisce restrizioni per miscele di PBDE, noti come pentaBDE  e octoBDE
Regolamento (CE) 552/2009 della COmmissione Europea definisce la restrizione dell’Octabromodifeniletere
-Regolamento (UE) 757/2010, inserisce nell’elenco degli inquinanti organici presenti (POPs) i seguenti PBDE: Tetrabromodifeniletere, Esabromodifeniletere,Eptabromodifeniletere, Pentabromodifeniletere
Direttiva 2011/65/UE del Parlamento Europeo e del COnsiglio dell’8 GIugno 2011 sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche
-Dal 2006, ai sensi della Direttiva 2002/CE, le apparecchiature elettriche ed elettroniche in commercio non possono contenere PBDE

IL BISFENOLO A

Cos’è

Il Bisfenolo A (BPA) è un composto aromatico precursore di alcuni materiali plastici  e additivi chimici; è usato nella produzione di plastiche in policarbonato (molto diffuse per le proprietà di trasparenza, resistenza termica e meccanica) utilizzate in recipienti per uso alimentare e nelle resine epossidiche (rivestimento protettivo interno nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande)

Dove si trova

Il BPA è un composto il cui utilizzo è, in alcuni casi,regolamentato, come indicato di seguito. Gli usi vanno dalle plastiche in policarbonato impiegate per bottiglie e contenitori per alimenti, alla carta termica degli scontrini ai dispositivi odontoiatrici.
L’esposizione complessiva della popolazione avviene attraverso molteplici fonti.

Cosa fa

E’ una sostanza con effetti estrogenici e capace di alterare la funzione tiroidea e del sistema riproduttivo, nervoso ed immunitario. Nell’adulto la tossicità del BPA sembra modesta tuttavia, il feto ed il neonato, a causa delle loro ridotte dimensioni e minori capacità di metabolizzare, potrebbero risultare più vulnerabili.

Come ridurre l’esposizione

  • per scaldare latte,bevande e pappe, utilizza contenitori integri e solo secondo le indicazioni del produttore
  • lascia che i liquidi caldi si raffreddino prima di versarli in contenitori di plastica non destinati all’uso ad elevate temperature
  • evita di utilizzare contenitori in plastica usurati
  • utilizza la lavastoviglie per lavare gli oggetti in plastica solo se idonei all’uso ad alte temperature
  • risciacqua bene frutta e verdura in scatola prima del consumo e privilegia frutta e verdura di stagione

COM’E’ REGOLATO

Regolamento (CE) 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 Novembre 2009 sui prodotti cosmetici: il bisfenolo A è inserito nell’elenco di sostanze vietate nei prodotti cosmetici
Regolamento (UE) 321/2011 della Commissione Europea del 1 Aprile 2011 che modifica il regolamento (UE) 10/2011 per quanto riguarda le restrizioni d’uso del bisfenolo A nei biberon di plastica “Bisfenolo A: da non utilizzare per la fabbricazione di biberon di policarbonato per lattanti”
– Per quanto riguarda i materiali a contatto con gli alimenti, il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce i requisiti generali cui questi devono rispondere
Mary

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